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Chiamatelo come vi pare: "Intercettazioni","Bavglio" ... Comunque sia "A Panda non Piace"!

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Semplicemente favolosa! Una stampante realizzata con i Lego che viene gestita da un"Embedded Board" che probabilmente si tratta di Arduino! ... Buona visione! PS = la colonna sonora merita...
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Link: http://associazione.drupalitalia.org/

Drupal è senza dubbio uno degli attuali CMS Open Source più sicuri e potenti disponibili in rete, la sua comunità è in espansione ed il suo impegno altrettanto è imponente. Per questo motivo ho sostenuto l'idea della fondazione di un'associazione tutta italiana per i sostenitori italiani.

Da qualche settimana è ormai on-line il sito di riferimento dell'associazione Drupal Italia tramite il quale è possibile diventare un socio o semplicemente seguire gli spostamenti della stessa associazione. E' costato duro lavoro da parte di coloro che hanno dato inizio a questa avventura, come sappiamo la burocrazia italiana non è sempre una delle più performanti, poi si aggiungono interessi e pressioni esterne da gestire, ma alla fine ci sono riusciti, ed è nata l'Associazione Italiana di Drupal.

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Per visualizzare tutta la vignetta clicca qui.

Chiunque di voi almeno una volta hanno "riparato" ad un conoscete è capitato di trovarsi una situazione simile! :D

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Titolo: L'etica hacker e lo spirito dell'informazione
Autore: Pekka Himanen
Editore: Feltrinelli
Contributi: Linus Torvalds (Prologo), Manuel Castellas (Epilogo), Fabio Zucchella (Traduzione)

Colui che me lo prestò a suo tempo mi aveva avvisato che era un libro un po' "mistico", a tratti filosofico e manageriale, addirittura a momenti torna sul classico modello Hacker a tratti "nerd" ed infine quasi giuridico-economico.

Per tutti coloro che utilizzano sofwtare Libero da anni o comunque sono accaniti sostenitori delle varie filosofie che girano intorno a questo modo probabilmente troveranno quasi scontato ed ovvio questo volume, ma in realtà con una analisi più accurata si comprende che non è rivolto a coloro già vivono l'era dell'informazionalismo in tutti i suoi aspetti più profondi, ma è rivolto ad un pubblico altrettanto attento a questo fenomeno a cui è utile comprendere come le filosofie del sofwtare libero ed open source in realtà non sono che una evoluzione delle etiche del lavoro che per decenni hanno dettato le regole dei rapporti lavorativi.

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Tra le altre cose ho anche terminato il bellissimo libro "Etica Hackers" di PEKKA HAMINEN ed in attesa che scriva una piccola recensione come ho fatto con gli altri, vi propongo qui di seguito una piccolissimo pezzo tratto dal volume.

[...] La cultura della supervisione dell'orario di lavoro considera gli adulti come persone troppo immature per essere responsabili delle proprie vite. [...] In una cultura del genere, la maggioranza degli essere umani si trova condannata all'obbedienza. Gli hacker hanno sempre rispetto dell'individuo. Sono sempre stati Antiautoritari. Raymond definisce gli Hacker in questi termini: "L'atteggiamento autoritario deve essere combattuto dovunque sia, affinché non soffochi te e gli altri Hacker ".

L'etica hacker ci ricorda anche [...] il lavoro è una parte della nostra vita in continuo divenire, nella quale ci deve essere spazio anche per altre passioni. Innovare le forme di lavoro è una forma di rispetto non soltanto nei confronti dei lavoratori ma anche per gli essere umani in quanto tali. Gli hacker non fanno proprio l'adagio " il tempo è denaro", ma piuttosto "la vita è mia". E certamente adesso questa è la nostra vita, che dobbiamo vivere pienamente, e non una versione "beta" ridotta.

Pagina 39 di "Etica Hackers" - PEKKA HAMINEN

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Vi propongo di seguito un esperimento effettuato su un'utomobile, in cui si tenta di simulare la guida di un veicolo con le stesse modalità di un videogioco, ovvero la popolare vista prospettica in cui si ha la visuale completa del veicolo dall'alto e si guarda in avanti lungo la traiettoria che sta percorrendo. Risultato? State un po' a vedere!(i primi 7 secondi sono pubblicità)

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Titolo: Crypto. "I ribelli del codice in difesa della privacy"
Autore: Levy Steven
Editore: Shake Edizioni

Un'altro volume di Steven Levy autore anche di "Hackers" e numerosi articoli sulla prestigiosa rivista Wired.

Crypto mi ha coinvolto meno dell'altro volume (Hackers) dello stesso autore, ma è stato ugualmente interessante e ben scritto. Ormai considero S. Levy il miglior autore (in campo informatico)di cui fino ad ora ho potuto apprezzare le sue opere.

Come sempre si parla di vicende che hanno cambiato il mondo che oggi conosiamo e costruito le basi dell'Information Age, solitamente ci si trova in ambienti accademici in cui "semplici" studiosi e profossori incontrano appassionati esterni facendo "community" sul crypto, che ai suoi albori non era del tutto sdoganato.

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Uno di quei paraddossi che ti intortano la mente...

Il testo che segue è tratto da Wikipedia.org

Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l’interpretazione classica della meccanica quantistica (l’Interpretazione di Copenaghen) risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.[...]

« Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso. »

[...] Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell’osservazione l’atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un’osservazione.

Via NeoArgo

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Sfortunatamente non esistono bobbine abbastanza lunghe per poter scrivere algoritmi che abbiano un senso...

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Leggendo qualche articolo dei miei Feed provavo ad immaginare il futuro dell'Information Technology così come la conosciamo oggi. Al giorno d'oggi la supremazia di uno stato non si calcola in oro o metalli prezio ma in Hertz, siamo passati dall'era della Pietra, a quella del Metallo, attravero mille altre ere fino ad arrivare sicuramente ad oggi nell'era del Silicio. Tutto è fatto di Silicio e se non è fatto di Silicio è grazie a qualche millimetro di Silicio che è stato realizzato.

Il settore dell' Information Technology è uno di quesi posti in cui le idee più assurde se coltivate bene hanno avuto la meglio, è il settore con il tasso di crescita ed innovazione più veloce che si sia mai visto. E' davvero arduo immaginare il futuro nell'Information Technoloy quando domani stesso ci potrebbe essere una scoperta o un prodotto che cambierà il modo di viviere dei prossimi 10 anni!

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Titolo: eBook Manifesto
Lingua: Italiano
Curatore Traduzione: Antonio Tombolini
Lingua Originale: Inglese
Autore Originale: Cory Doctorow

Tramite il passaparola di Twitter sono giunto a questo eBook completamente gratuito che in qualche modo rappresenta la "Mission" di un'attività tutta italiana che fonda la sua attività intorno all'affascinante mondo degli eBook, Simplicissimus Book.

Innanzitutto ve lo consiglio non solo perchè è gratuito, in effetti in un primo momento ero tentato di comprarlo in forma cartacea, ma la smania di leggerlo subito mi ha spinto ad effettuare il download. Ve lo consiglio perchè in qualche modo vi apre gli occhi sul mondo degli eBook visti come una nuova tecnologia al pari di come nel passato si sono diffuse teconologie come la radio o la TV, oppure la stampa di Guttemberg.

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Se siete infomatici sapete senza dubbio cos'è un Flip Flop, se non lo siete forse non ci troverete nulla di curioso in questo video.

Un Flip Flop è uno dei componenti elltronici più semplici che si possoo trovare all0interno di un circuito destinato all'uso digiatale, possiamo dire che è l'equivalente elettrico del relè.

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Risorsa dell'immagine.

Da pochi minuti scopro l'esistenza di questo nuovo servizio di Google, Buzz. A prima vista mi sembra un espansione di GMail che trasforma l'ambiente di quest'ultima in qualcosa che si avvicina più ad un social, infatti Buzz permette di creare degli update, seguire degli utenti tramite la mail di Google, commentare, condividere, quotare tramite mail e molto altro ancora...

Punto Informatico ha proposto un articolo in cui di interessante e nuovo c'è solo il fatto che riporta parte della traduzione di un articolo che ufficialmente sarebbe stato un'intervista "vera" ad un impiegato Facebook che per ovvie ragioni vuol rimanere anonimo, tanto per dare validità a cose ovvie da tempo.

L'articolo mette in luce essenzialmente che "tutto quello che viene inserito in Facebook non esce più, anzi rimane indelebilmente memorizzato in datacenter che possono essere interrogati con estrema facilità anche se mantengono un certo grado di anonimato per gli utenti", mi chiedo quanto anonimato ci sia in foto che mi ritraggono in chiaro!

Personalmente, invece di farmi le pippe mentali su questo punto di vista che ormai dico a tutti da anni, metto alla luce un altro aspetto: di fatto non è solo Faecbook a fare questo, in realtà lo fà anche Gooogle, Flickr, il vostro provider che vi servisce la connessione Internet... ecc. Viene fatto in qualsiasi struttura in cui il rapporto "reperimento inforomazioni e costi per farlo" è conveniente, in pratica lo possiamo fare noi attraverso un sito web.

Una cosa più complicata da ottenere è invece informazioni "realistiche" ed utili dall'utente, in altre parole è più difficile spingere l'utente ad inserire quasi informazione sul suo conto, sulle sue abitudini, su qualsiasi aspetto privato che memorizzarle in un datacenter.

Un po tempo fà ho scritto un posto in cui elencavo qualche Framework MVC che in qualche modo intendevo studiare ed imparare sia per curiosità sia per questioni di studio.

Il primo a cadere nella rete è stato Zend Framework, non per una scelta particolarmente ponderata, ma piuttosto perchè mi ci sono scontrato a causa di un esperienza lavorativa a cui ho avuto la fortuna di partecipare anche se solo per un periodo limitato.

A questo punto inizia la mia odiessa con Zend Framework, in qualche modo mi rendo conto che del fatto che devo cambiare modo di pensare all'applicazione php rispetto a com'ero abituato con Drupal, anche se con grande stupore devo dire che la struttura molto modulare di Drupal e il suo "essere più un Framework che un CMS vero e proprio" mi ha in qualche modo avvicinato alla struttura di un framework come Zend.

In occasione di un rilancio della documentazione di DrupalItalia.org colgo l'occasione di esporre il mio punto di vista sulla questione Documentazione per il software Libero ed Open Source (Stallman non sarebbe contento, perdonami), che a discapito di quanto qualcuno può pensare essa rappresenta una componente essenziale di un programma ben scritto.

In software o una porzione di codice non è realmente libero se non possiede un altrettanto libera documentazione sufficente a indicarne il suo funzionamento base, purtroppo in campo informatico questo aspetto stenta a farsi strada, anche e soprattuto tra professionisti del settore. Ti starai sicuramente chiedendo: "ma perchè mai dovrei rilasciare la documentazione libera di un software libero?". La risposta è semplice quanto essenziale.

Ho letto gironzolando nel web che alcuni "cervelloni" hanno iniziato l'anno ponendosi questa domanda che in lingua originale faceva più o meno così "How is the internet changing the way you think?"...

In qualche modo il semplice fatto che noi poniamo questa domanda nel canale di informazione chiamato "Internet" in qualche modo è già indice di un cambiamento radicale del nostro modo di pensare, cerchiamo istintivamente il confronto globale per rispondere ad una domanda che riconosciamo essenziale.

In altra analisi c'è un presupposto a mio parere errato, cioè che "è lo strumento a farci cambiare modo di pensare", mentre secondo me lo strumento "Internet" condizionerà il nostro modo di pensare futuro, ma allo stesso tempo "Internet" è quello che conosciamo oggi grazie al fatto che noi tutti l'abbiamo in qualche modo "modellato" intorno alle nostre aspirazioni...

  • Codice libero. Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams, Editore Apogeo
  • 240 Pagine
  • ISBN 8850321082

E' evidente in questo volume il diretto collegamento con "Hackers" di Steven Levy, in qualche modo rappresenta la sua perfetta continuazione, chiudendo in qualche modo il cerchio rappresentato dalla prima ondata ideologica degli Hacker che và dai primi anni '50 a metà degli anni '80.

Crediti

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