Titolo: Crypto. "I ribelli del codice in difesa della privacy"
Autore: Levy Steven
Editore: Shake Edizioni
Un'altro volume di Steven Levy autore anche di "Hackers" e numerosi articoli sulla prestigiosa rivista Wired.
Crypto mi ha coinvolto meno dell'altro volume (Hackers) dello stesso autore, ma è stato ugualmente interessante e ben scritto. Ormai considero S. Levy il miglior autore (in campo informatico)di cui fino ad ora ho potuto apprezzare le sue opere.
Come sempre si parla di vicende che hanno cambiato il mondo che oggi conosiamo e costruito le basi dell'Information Age, solitamente ci si trova in ambienti accademici in cui "semplici" studiosi e profossori incontrano appassionati esterni facendo "community" sul crypto, che ai suoi albori non era del tutto sdoganato.
Qui l'ambiente che viene raccontato è più "anarchico" rispetto al libro Hackers in cui il personaggio Hippie è praticamente onnipresente, in questo volume "quelli che fanno la differenza" sono per lo più matematici che fannno le loro migliori scoperte, o meglio, le loro migliori intuizioni o "nel buio delle loro camere" oppure "dietro la tripla barriera" (entrambe citazioni tratte del libro). E' evidente che in questo volume si respira un'aria di mistero mista a profonda incomprensione per quelle intuizioni matematiche al limite del possibile.
Si parla di algoritmi di crittazione e crittanalisi, codici segreti e brevetti su "intuizioni matematiche", si parla di idee ed intuizioni che nel momento stesso del loro concepimento diventano segreto nazionale o addirittura paragonate alle armi quindi soggette restrizioni e molto altro ancora!
Un'aspetto interessante che ho apprezzato è come in questo volume si racconti l'altra faccia della stessa medaglia dell'informatica. Hackers racconta dei "ribelli del codice" che si battono per la liberalizazione del codice e dell'informazione per renderla di dominio pubblico e non solo delle lobby, mentre qui in Crypto i "ribelli del codice" si battono per la liberalizzazione del "crypto" ovvero della libertà di privacy nell'era dell'Information Age....
Infine c'è un'interessante ultimo capitolo in cui ci si rende facilmente conto come una "comunità aperta" vince sempre rispetto alle "comunità chiuse".
Quindi direi che è un ottimo ed interessantissimo volume, ma non certo fluidissimo nella lettura, ogni tanto si legge qualche descrizione dettagliata di un algoritmo che ti fà incasinare i neuroni... ma se siete drogati di tecnologia o di sicurezza informatica leggetelo!

















