Dedizione
Pare che Isaac Newton oltre ad essere un genio sia rimasto diciotto mesi senza lavarsi per scrivere I Principia.
continua a leggere »Pare che Isaac Newton oltre ad essere un genio sia rimasto diciotto mesi senza lavarsi per scrivere I Principia.
continua a leggere »«I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.»
Di Albert Einstein via Nova24
continua a leggere »O siamo soli nell'universo o non lo siamo. In entrambi i casi, la prospettiva è terrificante.
Arthur C. Clarke, via Il Cavernicolo
continua a leggere »«Credo che l'accesso all'informazione faccia parte dei diritti umani fondamentali. Dobbiamo costruire un network che consenta a tutti i cittadini del mondo di avere un accesso online. Lo dobbiamo costruire perché l'accesso alle informazioni aiuta la gente ad aiutarsi.»
Condivido pienamente le parole di Kosta Grammatis tratte da Wired di maggio 2011.
continua a leggere »Quando uno spot dà origine centinaia di parodie su YouTube e viene trasmesso in uno sketch di uno show comico alla televisione, allora si può dire che sia passato dall'ambito commerciale a quello culturale.[...]
Tratto dal libro "Nella testa di Steve Jobs" in riferimento allo storico spot del primo Machintosh mandato in onda durante il Super Bowl del 1984.
continua a leggere »Trovo davvero interessanti le parole sottostanti tratte dal libro "Nella testa di Steve Jobs" di Leander Kahney.
Una ricerca condotta da Elke den Ouden del Politecnico di Endhoven, nei Paesi Bassi, ha dimostrato come quasi la metà dei prodotti su cui i clienti esercitano il diritto di reso siano perfettamente funzionanti, ma gli acquirenti non riescono a capire come si debbano utilizzare. E' risultato che l'utente medio statunitense è disposto ad armeggiare con un nuov dispositivo al massimo per venti minuti, prima di arrendersi e restituirlo al negozio; la cosa capita con telefoni cellulari, lettori DVD e MP3. Cosa ancor più sorprendente , la ricercatrice ha chiesto a vari dirigenti della Philips ( [...] uno degli sponsor della ricerca) di portarsi a casa alcuni apparecchi elettronici e di provare a usarli durante il fine settimana: ebbene, i manager - per la maggior parte esperti di tecnologia - non sono riuscito a farli funzionare. "Gli sviluppatori dei prodotti, chiamati in causa per rendersi conto dei problemi cui va incontro l'utente mesio, erano stupefatti dalla confusione da loro stessi creata" scrive la den Ouden.
continua a leggere »Tra le altre cose ho anche terminato il bellissimo libro "Etica Hackers" di PEKKA HAMINEN ed in attesa che scriva una piccola recensione come ho fatto con gli altri, vi propongo qui di seguito una piccolissimo pezzo tratto dal volume.
[...] La cultura della supervisione dell'orario di lavoro considera gli adulti come persone troppo immature per essere responsabili delle proprie vite. [...] In una cultura del genere, la maggioranza degli essere umani si trova condannata all'obbedienza. Gli hacker hanno sempre rispetto dell'individuo. Sono sempre stati Antiautoritari. Raymond definisce gli Hacker in questi termini: "L'atteggiamento autoritario deve essere combattuto dovunque sia, affinché non soffochi te e gli altri Hacker ".
L'etica hacker ci ricorda anche [...] il lavoro è una parte della nostra vita in continuo divenire, nella quale ci deve essere spazio anche per altre passioni. Innovare le forme di lavoro è una forma di rispetto non soltanto nei confronti dei lavoratori ma anche per gli essere umani in quanto tali. Gli hacker non fanno proprio l'adagio " il tempo è denaro", ma piuttosto "la vita è mia". E certamente adesso questa è la nostra vita, che dobbiamo vivere pienamente, e non una versione "beta" ridotta.
Pagina 39 di "Etica Hackers" - PEKKA HAMINEN
continua a leggere »Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l’interpretazione classica della meccanica quantistica (l’Interpretazione di Copenaghen) risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.[...]
« Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso. »
[...] Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell’osservazione l’atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un’osservazione.
Via NeoArgo
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